C’era una volta una bambina.

Sua madre era una cuoca, sua nonna era una cuoca. Tutte le donne della sua famiglia erano cuoche. La bambina si chiamava Isabella, ma tutti la chiamavano “Tortabella” perché sapeva cucinare delle torte bellissime.

Sin da piccola, Isabella sapeva riconoscere gli ingredienti con il suo palato fine e se passava davanti ad una pasticceria, poteva riconoscere, solo con l’olfatto, quali ingredienti si nascondessero nei dolci.

A cinque anni aveva già vinto molti concorsi. La mamma e il papà dicevano ai vicini:

-Isabella diventerà una bravissima cuoca, del resto non poteva che essere così, in famiglia siamo tutti cuochi.

Una mattina Isabella si svegliò. La stanza era ancora buia, ma già sentiva la mamma che si muoveva in cucina e metteva il caffè sul fuoco.

Ogni giorno, prima di alzarsi, Isabella amava stare a letto e coccolarsi con il pupazzetto di “Ratatouille”, il topino cuoco della Disney che era diventato la sua fonte di ispirazione.

La bambina fece un respiro profondo per sentire l’odore di caffè che proveniva dalla moka. La mamma, avrebbe mangiato una fetta della torta di mandorle e marmellata di albicocche che Isabella aveva preparato il giorno prima. Ne era sicura.

Allungò il naso verso la porta, ma non sentì nulla. Si alzò ed andò in corridoio, sentiva il caffè gorgogliare, ma nessun odore saliva dalle scale.

Camminò fino al bagno, dove trovò il fratello: un bambino di sette anni che non voleva mai fare il bagno. Si avvicinò, ma suo fratello non puzzava.

-Isabella cosa stai facendo? Perché mi odori?

-Hai fatto il bagno?

-Ovviamente no.

La bambina scesa in cucina dalla mamma.

Come immaginava stava bevendo caffè e mangiando la torta con le mandorle e la marmellata di albicocca.

– Mamma mamma, non sento.

-Non senti? Ma cosa stai dicendo Isabella?

-Non sento.

-Ma hai capito quello che ti ho detto, quindi senti benissimo.

-Ma no mamma cos’hai capito? Non sento gli odori –  poi si sedette al tavolo.

-Dammi un pezzo della tua torta per favore.

La mamma le avvicinò il piatto con la torta di albicocche e mandorle. Isabella ne prese un pezzettino con le dita e la mise in bocca. Sentiva la consistenza delle mandorle e avvertiva qualcosa di vagamente dolciastro, ma per il resto nulla, non c’era la nota di cioccolato fondente che aveva aggiunto prima di infornare, né la squisita dolcezza delle albicocche.

-Non ha sapore. Mamma non ha sapore.

La mamma le posò una mano in fronte, ma Isabella non aveva la febbre.

-Sarai un po’ stanca per via del concorso tesoro, vedrai che presto tornerà tutto come prima.

Ma i giorni passarono e Isabella continuava a non sentire né i sapori né gli odori.

Il mese successivo si sarebbe tenuto il concorso per piccoli chef della sua città e lei voleva vincere. Andò avanti ad allenarsi, ma senza olfatto non riusciva a capire bene i tempi di cottura. Più volte fece bruciare una torta. E senza gusto stabilire le dosi per le ricette dei suoi dolci diventava difficile.

Isabella cominciò a diventare triste, non trovava più alcun piacere nel mangiare e neppure nel cucinare. Perse peso e diventò pallida e magrolina. I genitori la portarono dai migliori dottori, ma la diagnosi era sempre quella: perdita del gusto e dell’olfatto.

La cura? Il tempo. Isabella si chiuse in camera sua e rifiutò di cucinare anche il più piccolo biscotto.

Un giorno bussò alla porta della camera il suo fratellino.

-Cosa vuoi, lasciami in pace. – ma lui entrò lo stesso e si sedette sul letto.

-Volevo solo dirti che ho fatto il bagno.

Isabella lo guardò da sotto il cuscino.

-Potevi anche non farlo più visto che non sento neanche la tua puzza.

– Fammi finire di parlare.

Isabella si mise seduta sul letto e lo ascoltò.

-Ho fatto il bagno e ho assaggiato i tuoi ingredienti segreti, quelli che tieni nel tuo armadietto in cucina.

-Vai avanti.- disse Isabella.

-Ho imparato a distinguere il loro odore anche a occhi chiusi.

-Bravo, e a me cosa interessa?

-Il concorso è fra una settimana, tu metti le mani, io il naso, lascia che ti aiuti. Cuciniamo insieme.

Isabella all’inizio non volle saperne, aveva sempre considerato il fratello un moccioso puzzolente, ma il concorso era troppo importante e così alla fine accettò.

-Dovrai fare tutto ciò che dico io. Prometti.

-Prometto.

Fratello e sorella si misero al lavoro per creare un dolce davvero speciale: una torta ripiena di fragole e fragoline di bosco con crema pasticcera, ricotta, frutta secca, cioccolato, zenzero e pure peperoncino. I passaggi erano moltissimi. I due bambini lavorano giorno e notte facendo assaggiare i loro esperimenti ai genitori.

Arrivò il giorno del concorso.

Isabella e suo fratello si misero in postazione e prepararono: la “Tortabella”.

Isabella era veloce e precisa nelle preparazioni, e il fratello assaggiava la torta ad ogni passaggio descrivendo ad Isabella ogni odore e sapore che sentiva.

Quando la “Tortabella” fu pronta, i due bambini la portarono davanti ai giudici. Tutti trovarono la torta buonissima, e decisero di far vincere i due bambini.

I genitori degli altri concorrenti però dissero che non era giusto, perché il concorso era rivolto solo a cuochi singoli.

La giuria fu costretta a squalificare i due fratelli.

Isabella e il fratello erano molto tristi e arrivati a casa si chiusero in cucina e si misero a piangere, i loro genitori non sapevano più come consolarli.

Quello stesso pomeriggio accadde però qualcosa di meraviglioso: suonò al campanello di casa il signor Fornello, il pasticcere più grande di tutti i tempi.

Il cuoco disse alla mamma e al papà di voler parlare con Isabella e suo fratello.

I genitori lo fecero entrare in cucina.

-Non vogliamo vedere nessuno! – disse Isabella tra le lacrime.

Il signor Fornello entrò lo stesso. Quando Isabella vide il grande pasticcere fece alzare il fratello e insieme ascoltarono il cuoco.

Il signor Fornello era rimasto affascinato dalla loro torta e voleva assolutamente averli nella sua scuola di cucina a Roma.

I due bambini non potevano credere alle loro orecchie. Partirono qualche giorno dopo verso il centro Italia per frequentare la scuola del cuoco. Erano un po’ tristi di lasciare i genitori, ma il signor Fornello avrebbe permesso loro di tornare a casa una volta al mese.

La mattina della partenza Isabella tornò a sentire gli odori, ma non ne fece parola con nessuno. Quell’esperienza all’apparenza terribile, le aveva fatto il regalo più bello che una bambina potesse desiderare: un fratello sempre con lei.

I due bambini crebbero e divennero famosi. Isabella non confidò mai a nessuno di essere tornata normale e visse felice e contenta.