C’era una volta una mamma sempre in ritardo e un bambino di nome Chicco.

Ogni mattina la mamma lo svegliava e diceva di essere in ritardo. A nulla serviva che Chicco fosse veloce a prepararsi, la mamma, era in ritardo lo stesso. In macchina si lamentava sempre del gran traffico e delle mille cose che avrebbe dovuto fare nella sua giornata.

A Chicco ricordava tantissimo il signore delle stelle del Piccolo Principe : un personaggio di una delle sue fiabe preferite. C’era questo signore che se ne stava sempre indaffarato a contare le stelle e non riusciva a fare altro dalla mattina alla sera.

Un giorno in cui la mamma era più stanca del solito, Chicco desiderò fortissimamente di fermare il tempo. Proprio così.

Disse fra sé: “tempo ti prego fermati e fa riposare la mia mamma.”

Quando la mattina dopo si alzò per andare all’asilo, la mamma gli disse che quel giorno sarebbero stati a casa. Anche il papà tornò da loro e ci rimase.

Chicco allora si affacciò alla finestra,ma in strada non c’era nessuno, nemmeno un bambino o un genitore.

Provò a chiedere alla mamma:

-Mamma dove sono spariti tutti i bambini?

-Sono a casa con le loro mamme.

-Perché nessuno esce di casa?

-È un po’ come se il tempo si fosse fermato tesoro, una vacanza.

Il bambino era sbalordito, allora il suo desiderio era stato esaudito, lui aveva dei poteri magici.

I giorni passavano, erano tutti in casa con il tempo fermo.

A Chicco non dispiaceva affatto, ma cominciavano a mancargli gli amici.

Arrivò anche il giorno del suo compleanno. La mamma e il papà gli prepararono una bellissima torta, ma di nuovo nessuno uscì di casa. Chicco voleva una festa con i bambini e così prima di soffiare le candeline, desiderò di far ripartire il tempo e di tornare alla vita normale. Gli dispiaceva per la mamma, ma lui non poteva vivere così per sempre.

In quel momento i suoi genitori s’immobilizzarono, l’aria si fermò e apparve una fata: era molto buffa e portava tante candeline di compleanno accese sulla testa.

-Chi mi ha chiamato?

Chicco rispose timidamente:

-Io non ti ho chiamato, ho solo desiderato che il tempo ricominci a scorrere.

-E tu chi sei? – chiese la Fata Candelina

-Sono Chicco, un bambino. Ho fatto un incantesimo e il tempo si è fermato.

-Mm… interessante, un bambino magico. – poi camminò in avanti e indietro come se avesse bisogno di tempo per pensare.

-Non hai fatto nessun incantesimo Chicco, il tempo non si è fermato.

-E allora perché sono tutti spariti e devo stare chiuso in casa? –

– Per via del vento.

Chicco era confuso.

-Il vento?

– C’è un veleno nel vento che rimpicciolisce le persone.

– Stai scherzando? E come si fa a distruggere.

-Noi fate ci stiamo lavorando, ma sarebbe molto importante se tu potessi aiutarci.

Chicco si fece più serio.

-Certo, dimmi cosa posso fare.

La fata candelina prese una candela dai suoi capelli e la diede al bambino.

-Riporterò indietro il tempo al soffio della tua candelina di compleanno, devi esprimere questo desiderio:”Fate, fate candeline, cacciate via il vento oltre il confine.”

-Basta questo fata? Poi potrò tornare ad uscire?

-Non subito, ma ci aiuterai a sconfiggerlo.

– E quando saprò che l’hai sconfitto?

-La Fata Candelina portò Chicco alla finestra. Vedi il ramo di quella pianta?

-Sì, è l’unico senza foglie.

-Benissimo, quando su quel ramo comparirà la prima fogliolina tu potrai uscire. Sarà il mio modo di comunicare con te.

-Ci vorrà molto fata candelina?

-Non molto bambino mio. Nel frattempo puoi sempre stare con i tuoi genitori. Ti vogliono un gran bene e ti divertirai molto con loro vedrai. Ora devo andare.

E in un attimo sparì.

L’aria tornò a muoversi, la Fata Candelina aveva riportato il tempo indietro. Chicco sostituì la candelina di compleanno con quella datagli dalla fata, ed espresse il desiderio di cacciare il vento.

Da quel giorno passò ogni secondo con la sua mamma e il suo papà. Ogni mattina guardava l’albero certo che le fate candeline avrebbero presto sconfitto il mostro nel vento.